Descrizione
โO profughi dโItalia alla ventura / si va senza rimpianti neโ paura, / nostra patria รจ โul mondo intero, / nostra legge รจ la libertร / ed un pensiero ribelle in cuor ci sta .โ
Con questi versi si apre l’inno libertario di Pietro Gori che, insieme ai testi di altre canzoni anarchiche fanno parte del libro di Francesco Burroni dal titolo Canti senesi dโosteria raccolti dal vinaio Cafiero (Siena, Betti, 2018,).
Cafiero Pieri รจ stato il padrone di unโosteria di Siena che portava il suo nome, legato a quello di Carlo Cafiero, uno dei piรน noti anarchici italiani che, con Errico Malatesta e Andrea Costa, fondรฒ la Federazione italiana dellโInternazionale dopo il Congresso di Rimini dellโagosto 1872. Nello stesso anno a Siena era nato il Fascio operaio e un rappresentante di esso partecipรฒ alla riunione riminese.
Da questa data prende le mosse la storia assai ben documentata che Paolo Leoncini ha scritto sul movimento anarchico senese. Oltre i giornali, le fonti su cui si basa la ricerca sono gli archivi del Gabinetto di Prefettura di Siena e del Casellario politico dellโArchivio centrale dello Stato.
A Siena portavoce di tale movimento fu, dal 6 luglio 1873, โIl Risveglioโ, un settimanale diretto da un giovane tipografo, Natale Pucci, e che aveva come motto : โLa terra รจ di chi la lavoraโ. Seguendo il travagliato itinerario della stampa senese anarco – socialista, Leoncini offre al lettore un quadro della Siena di fine Ottocento, dove – come ha scritto Antonio Cardini โ โcolpisce soprattutto la violenza verbale delle polemiche e la vivezza inesorabile degli odi, testimonianza di una vita associata per certi aspetti sonnolenta, per altri feroce e intemperanteโ.

