Descrizione
Dopo la fine della prima guerra mondiale Giorgio Alberto Chiurco, profugo istriano, arriva a Siena. ร un giovane fascista che prende presto la guida del fascio cittadino e ne resta a capo fino alla marcia su Roma, figurando da protagonista in tutte le principali azioni squadriste condotte in quei mesi nella provincia. Si laurea in medicina e lavora nell’ospedale cittadino, continuando la sua attivitร politica fino a tornare a capo del partito cittadino e divenire deputato nel 1929. Nel frattempo coltiva la passione per il racconto delle vicende fasciste arrivando alla pubblicazione della nota โStoria della rivoluzioneโ.
L’impegno in Parlamento per due legislature, l’attivitร scientifica e le lunghe missioni in Africa orientale e Spagna alla direzione di ospedali da campo, allontanano Chiurco dalla vita senese, fino al clamoroso ritorno del โ43 come capo della provincia designato dalla repubblica sociale. In questo ruolo, conquistato per la ininterrotta fedeltร a Mussolini, gestirร in un singolare rapporto con tutte le realtร cittadine, i mesi che trascorrono sino alla Liberazione per poi scomparire nella Germania nazista.
Arrestato alla fine della guerra, sottoposto a vari processi da cui nel โ54 uscirร definitivamente assolto, Chiurco riprenderร il suo posto nell’universitร italiana, sia pure in mezzo a mille polemiche, e continuerร i suoi studi sul cancro. Si ritirerร a Brescia dove morirร nel โ75. Un personaggio da alcuni ritenuto come un benefattore, l’uomo che ha salvato Siena e i senesi, da altri un individuo mediocre e ambiguo trovatosi perfettamente a proprio agio in mezzo secolo di storia italiana.

