
“TRA CIELO E TERRA”
«Vorrei salutare il Cardinale Arcivescovo di Siena Sua Eminenza Augusto Paolo Lojudice, per me è un onore essere qua seduta accanto a lui. Sono contenta che l’Arcivescovo della nostra amata città sia stato nominato Cardinale.
E saluto Don Enrico Grassini, al quale mi lega una grande amicizia e per il quale nutro stima come sacerdote; saluto il Rettore dell’Opera del Duomo Guido Pratesi che ci ospita qui stasera.
Ringrazio Luca Betti per avermi scelta a presentare il suo libro, ho accolto con grande piacere la sua proposta. Da molti anni condivido con Luca tanti momenti sia professionali che di amicizia.
Saluto le due autrici, entrambe storiche dell’arte e guide turistiche, due professioniste in questo campo che io amo e che mi ha sempre dato tanta soddisfazione: Ilaria Bichi Ruspoli e Barbara Latini che, a quattro mani non distinguibili, hanno creato un libro unico non solo per il contenuto ma anche per l’impostazione strutturale.
Non è certamente il primo libro sul Duomo, negli anni ne sono stati scritti tanti. Ma questo è un libro diverso. Un libro completo dove le pagine scorrono una dietro l’altra, con un susseguirsi di notizie che invogliano a cercarne e leggerne sempre nuove.
Il merito di Ilaria e di Barbara è infatti quello di aver trattato gli argomenti con grande profondità e sensibilità.
Questo libro è un lungo “viaggio” tra le meraviglie contenute nella nostra Cattedrale; le pagine ci avvolgono con le opere che vengono qui descritte.
Quella conservata dentro la Cattedrale è una storia dell’arte che dialoga al suo interno e che, allo stesso tempo, parla a tutti. Il libro vuole superare la suddivisione a “compartimenti stagni”, quella che viene tradizionalmente seguita nei volumi dove epoche, artisti, correnti diverse e opere d’arte sembrano non comunicare tra loro, solo perché lontani nel tempo.
Le due autrici invitano il lettore a percorrere un itinerario alla scoperta di ciò che di più bello appare ai suoi occhi, sviluppando curiosità e approfondendo tematiche complesse finora sconosciute.
Resteremo sempre capaci di stupirci anche di fronte a ciò che conosciamo bene e, nonostante questo, rimaniamo incantati di fronte a questa meravigliosa Cattedrale, è un’opera d’arte cristallizzata nel tempo.
Un significato profondo è nascosto dentro al Duomo di Siena e il titolo del libro TRA CIELO E TERRA racchiude tutto il significato di ciò che è custodito all’interno di questa Cattedrale-Museo. Da qualsiasi distanza, scorcio, prospettiva la guardiamo, rimaniamo colpiti dalla sua straordinaria bellezza.
Posso permettermi di dire che è una meraviglia e allo stesso tempo un contenitore di meraviglie.
Con il libro in mano entro dentro la Cattedrale e… dove mi fermo? Al pulpito scolpito da Nicola Pisano o alle statue di Donatello? Davanti all’emozionante Libreria Piccolomini, o presso le statue di Michelangelo o quelle di Gian Lorenzo Bernini? Mi soffermo a ogni intarsio del pavimento, cercando di decifrare quei simboli così criptici? Non posso evitare di fermarmi almeno un momento sotto la volta stellata della cupola che mi sa di infinito, alzare gli occhi sopra di me e perdermi in tanta bellezza.
Luoghi come il Duomo di Siena mi fanno riflettere sulla grandezza dell’uomo e di quante cose magnifiche sia in grado di realizzare.
Questo libro, con semplicità, capacità di divulgazione ma con grande padronanza della materia, riesce a fare appassionare e a far comprendere al visitatore della Cattedrale certe opere, certe tematiche che non sono sempre di immediata comprensione. Testi divulgativi fanno da cornice a uno spettacolare corpus fotografico. Sono fotografie che ci fanno vedere sotto inusuali punti di vista monumenti che conosciamo ma che sicuramente, con queste foto, ci trasmettono una particolare emozione.
Il Duomo di Siena, dedicato a Santa Maria Assunta, è una delle Cattedrali più belle d’Italia, nonché una delle attrazioni principali di Siena. Elegante, fiero, maestoso, è un vero capolavoro dell’architettura e dell’arte senese dove l’audacia dello stile gotico si lega perfettamente alla solennità e alla maestosità dello stile romanico.
Siamo alle prime pagine del libro. Siamo giunti in piazza del Duomo e si rimane ammaliati da tanta bellezza: dapprima dalla grandezza della Cattedrale, un’imponente massa di marmo bianco e nero, e subito dopo l’occhio viene catturato dalle meravigliose decorazioni della facciata, in stile gotico, che creano un effetto stupefacente ed elegante.
A proposito della facciata, guardandola sembra divisa in due parti. Mentre la parte più bassa è dominata da tre grandi portali, la parte superiore è un tripudio di statue, decori e tre mosaici dorati, che rappresentano, da sinistra a destra, un preciso programma iconografico. Un disegno accurato e una esaustiva legenda ci rendono edotti della complessità della facciata.
Come non raccontare poi la storia del Duomo Nuovo, che doveva essere la più grande Cattedrale di tutta la cristianità, e del Facciatone, una enorme parete composta di marmi bianchi e neri che doveva costituire il suo ingresso principale. Si erge imponente e solitario raccontando la storia di quello che non fu realizzato ma offre adesso, salendo fino in cima, la possibilità di ammirare un panorama unico a 360° sulla città e i suoi dintorni.
Continuo a sfogliare il libro e un pacifico senso di oscurità che a poco a poco si dissolve, riprendendo il titolo di uno dei capitoli, mi pervade e mi accompagna mentre entro nella Cattedrale.
Appena varcata la porta d’ingresso, la bellezza del Duomo ci colpisce e, come scrivono le due autrici, ci si sente avvolti da una foresta di slanciati pilastri a fasce orizzontali bianche e nere alternate, come all’esterno, ma in un ritmo molto più serrato.
La cosa più incredibile è il colore delle colonne di marmo con un alternarsi di bianco e nero, che crea un effetto surreale. Ma se alziamo gli occhi verso le volte delle navate, notiamo come sono completamente decorate da un cielo stellato. Un tripudio di colori, decori e bellezza, che la rendono una delle chiese più belle del mondo.
Una particolare attenzione è stata dedicata dalle due autrici al pavimento marmoreo, una vera e propria allegoria del sacro. Se da una parte è difficile non rimanere colpiti dalla bellezza che ci circonda con lo sguardo all’insù, dall’altra il famoso pavimento cattura la nostra attenzione, una delle cose più belle e particolari da vedere durante la visita.
Il pavimento, come l’intera Cattedrale, è una vera e propria “enciclopedia di marmi” da decifrare a poco a poco, attraverso la conoscenza delle allegorie e dei simboli, documentandosi sulle iconografie delle immagini, cosa per niente semplice. E così mito e leggenda, religione e storia, sono tutti rigorosamente connessi tra loro come un codice antico, in perfetta linea con la volontà di trasportare tali conoscenze su marmo.
Ilaria e Barbara ci spiegano, soffermandosi sui tanti particolari, che il pavimento è una testimonianza del grande fermento creativo seguito alla crisi della peste del 1348. Splendide le foto e la ricostruzione documentaria che ci permette di apprezzarlo nel suo insieme, dal momento che è possibile ammirarlo interamente solamente due mesi all’anno, compatibilmente con il calendario liturgico.
Si prosegue il nostro cammino, si girano le pagine e ci troviamo di fronte agli eleganti altari laterali che andarono a sostituire, all’epoca del pontificato di papa Alessandro VII, quelli più antichi tre-quattrocenteschi. È un percorso interessante quello lungo le pareti laterali del Duomo; ogni altare viene raccontato con la sua storia, dando informazioni sui committenti e descrivendo le pale d’altare, splendide tele che rendono il percorso ancora più affascinante.
Continuo la mia visita all’interno del Duomo, fino ad arrivare alla Libreria Piccolomini, un monumento unico nel suo genere, realizzata per celebrare la vita e le gesta del pontefice Pio II, al secolo Enea Silvio Piccolomini da parte del nipote Francesco Todeschini Piccolomini, futuro papa Pio III. Ed ecco l’accurata descrizione degli affreschi, veri capolavori della pittura senese di primo Cinquecento realizzati da Pinturicchio e dalla sua bottega, tra cui un giovane Raffaello. Sono come una sorta di biografia della vita del Pontefice attraverso i dieci episodi raffigurati in ordine cronologico che si snodano su tre pareti con una ricchezza di colori e di particolari.
La navata centrale è la più grande e quella che colpisce subito il viaggiatore durante la visita al Duomo di Siena. Oltre ai colori delle colonne e al soffitto affrescato, è sorprendente notare, appena sopra gli archi, ben 172 piccoli busti di papi che ci osservano. Al di sotto, un po’ più grandi, si trovano 36 medaglioni contenenti i busti degli imperatori dell’età cristiana, realizzati a più riprese nel corso del Cinquecento. Le autrici ci spiegano come il loro rapporto con i papi vuole rappresentare la continuità fra l’Impero Romano e il regno cristiano, un po’ come nel pavimento, una continuità tra era pagana ed era cristiana. Alzando gli occhi è possibile vederli, anche se molto alti, ma è impossibile scorgerne i tratti somatici e le espressioni. Meravigliose foto ci permettono di vedere ciò che non avevamo mai visto.
All’interno del Duomo di cose ce ne sono tante, sapientemente descritte in questo libro. La luce che invade la Cattedrale e disegna uno spazio ritmato dai 52 pilastri, ci conduce alla cappella della Madonna del Voto, capolavoro indiscusso del ricco stile Barocco romano, di cui Gian Lorenzo Bernini divenne il simbolo. Fu commissionata da papa Alessandro VII ed è, come ci testimoniano Ilaria e Barbara, la più alta espressione del Barocco a Siena. Preziosi marmi antichi, stucchi dorati, lapislazzuli, imponenti statue caratterizzate dai morbidi panneggi, opere di Bernini, di Ercole Ferrata e di Antonio Raggi danno luogo ad un piccolo gioiello.
Come non citare poi il maestoso pulpito realizzato da Nicola Pisano, sui cui lati si sviluppano gli altorilievi che descrivono la vita di Gesù dalla nascita alla crocifissione, oltre ai due pannelli che rappresentano il Giudizio Universale. Grazie anche al recente restauro abbiamo la possibilità di ammirare delle fotografie di rara bellezza in cui possiamo cogliere il fascino dei 307 personaggi scolpiti.
Non poteva mancare una descrizione della cripta e della Porta del Cielo. La cripta, l’antico ambiente che per oltre 700 anni è rimasto interrato conservando un incredibile ciclo di affreschi, datato intorno al 1270, realizzato da pittori che furono addirittura i maestri di Duccio di Buoninsegna. E la Porta del Cielo, il percorso che si snoda lungo i quattro lati della Cattedrale, sospeso sotto i tetti del Duomo, ricavato nell’intercapedine tra le volte delle navate e la copertura dei tetti. Da lì si può uscire anche all’esterno, dove ci attende un meraviglioso panorama.
Sfogliando il libro, gli occhi divorano avidamente le pagine con le loro notizie e le loro fotografie e così anche io, senza quasi essermene resa conto, sono giunta alla fine di questo bel viaggio all’interno del Duomo. Non mi resta che ringraziare le autrici per questa loro opera così fresca e dotta allo stesso tempo e che l’editore Luca Betti ha saputo concretizzare».
Margherita Anselmi Zondadari
Siena, 14 dicembre 2021
