Descrizione
Di fronte allโenigma dellโewige Wiederkehr des Gleichen, persino gli interpreti maggiori (pour รชtre clair, Heidegger e Severino) si sono limitati a scandagliare, sia pure con meritoria acribia, lโimmagine icastica dellโanello del ritorno. Non si รจ distinto, sotto questo aspetto, nemmeno il cosiddetto mio discorso filosofico, che finora ha fatto leva, in maniera appunto esclusiva, sulla suggestiva figura dellโanulus aeternitatis, lasciando colpevolmente sullo sfondo – quasi si trattasse di unโallegoria noetica marginale – quellโยซeterna clessidra dellโesistenzaยป (La gaia scienza, 341) che era stata, invece, la prima soluzione adottata da Nietzsche per indicare lo spartiacque tra uomo e superuomo. [โฆ] come mai qui, per converso, lโeterno ritorno clessidrico riesce a prevalere su quello anulare considerato fino a oggi? In altre parole, donde lโirruzione – giร da sempre accaduta! – di qualcosa come Kฮปฮตฯรฝฮดฯฮฑ nel pensiero contrastivo? [โฆ] E, soprattutto, cosa ha a che vedere tutto questo con lโinedito sopraggiungere – oltrepassante la mera alter-azione esseistica rilevata negli scritti precedenti – dellโisolamento, non piรน solo dellโOccid-ente dal de-stino (come nelle opere del doctor implacabilis), ma anche e in primo luogo del de-stino stesso dalla Necessitร del divenire? La risposta a tali nuovi, martellanti interrogativi si cela nel fondamento, solo apparentemente aporetico (ma in realtร anaporetico, in quanto – come la ฮผฮฑฮฝฮฏฮฑ di platonica memoria – แผฮบ ฮธฮตฮฟแฟฆ [โฆ] ฮณฮนฮณฮฝฮฟฮผฮญฮฝฮทฯ, ยซdal Dio [โฆ] provenienteยป), del passo avanti piรน decisivo nellโintricata testimonianza linguistica dellโInnegabile: quello del risveglio dellโIcona piรน arcana; quello (per parafrasare lโโInno a Zeusโ di Eschilo) del Nietzsche ฯฯแฟฮฑฮบฯฮฎฯ, del Nietzsche ยซtre volte vincitoreยป, del Nietzsche vincitore per sempre.

